La testa del drago

La testa del drago

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In un regno da “fiaba” dove i re sono degli imbecilli, il primo ministro crede che la testa serva solo come ornamento, i principi non mantengono la parola data, i farabutti picchiano le mogli e aspirano alla nobiltà con il beneplacito di chi comanda, il principe Verdemare, uno dei pochi giovani onesti rimasti, libera dalla prigionia un magico folletto ed è costretto a fuggire per evitare la vendetta dei suoi fratelli. Vagando per il regno scopre che buona parte della popolazione si sta imbarcando per le Indie, perché sfruttata e ridotta in miseria, e che l’infanta rischia di essere sacrificata al drago per salvare tutti in base a leggi barbare risalenti a duemila anni prima. Inserendo in un contesto fiabesco-medievale elementi anacronistici tragicomici che richiamano la Spagna degli inizi del XX secolo, Ramón María del Valle-Inclán parla di un’umanità superficiale e corrotta, legata a tradizioni desuete, dove i valori non contano e i propri interessi personali hanno quasi sempre la meglio. Trattandosi però di una fiaba, si arriva al lieto fine ridendo anche di gusto. Il testo prevede numerosi personaggi ma è strutturato in modo da permettere agilmente che uno o più attori/attrici interpretino anche più ruoli. Non si tratta di un’opera specificamente per bambini, poiché Ramón María del Valle-Inclán la dedicò ai piccoli spettatori e ai genitori che, come sarebbe stato normale, li avrebbero accompagnati a vedere lo spettacolo. Da qui nasce la sua azzeccata simbiosi tra fiaba tradizionale e farsa critica devastante contro la società dell’epoca. Per attirare i bambini, scenari fantastici e personaggi noti, castelli e boschi, avventure e peripezie, il trionfo dell’eroe, la conquista dell’amore; per i genitori, complici o no della sua impegnata visione sociale e politica, l’ironia mordace, la caricatura feroce e l’arguta denuncia dei mali del suo tempo. […] Le strategie utilizzate […] da Ramón María del Valle-Inclán sono semplici ma efficaci, e sono le stesse che impiegherà all’apice dello sviluppo di quell’esperpento da lui ideato: la deformazione sistematica, l’umorismo, l’ironia caricaturale, i contrasti violenti, la degradazione della realtà attraverso l’animalizzazione, la cosificazione e lo stravolgimento linguistico. (frammenti tratti dalla Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes) Per eventuali allestimenti, oltre a contattare la traduttrice, è possibile compilare la prima pagina del modulo scaricabile QUI e consegnarlo alla propria SIAE di zona.

Specifications
Autore
Ramón María del Valle Inclán
Pagine
30
Formato
PDF, RTF, DOCX, ODT, EPUB

AI Readiness

Good foundation, but some important product data is still missing.

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