Dent Blanche 4357 m per la Cresta Sud: Via Normale con Guida Alpina nel Vallese
Dent Blanche via normale con guida alpina: la cresta sud in due giorni La via normale della Dent Blanche (4357 m) sale la cresta sud, chiamata Wandfluegrat, con difficoltà AD e passaggi di arrampicata fino al III grado: con WB Guides si percorre in due giorni con una guida alpina UIAGM dedicata, in rapporto 1:1, dormendo alla Cabane de la Dent Blanche a 3507 metri. Si parte da Ferpècle, in fondo alla Val d’Hérens nel Canton Vallese, senza impianti di risalita: il primo giorno servono 5 o 6 ore di cammino con circa 1750 metri di dislivello, il secondo una giornata da 12 a 15 ore con 850 metri di salita fino alla vetta e oltre 2500 metri di discesa. Il costo è di € 1.400 a persona e la salita si organizza su richiesta, da fine giugno a metà settembre. Una grande classica dei 4000 del Vallese, davanti al Cervino La Dent Blanche è una piramide quasi perfetta nel cuore delle Alpi Pennine, dove si incontrano la Val d’Hérens, la Val d’Anniviers e la valle di Zermatt, a circa 7 chilometri dal Cervino. Per quasi tutta la salita la parete nord del Cervino resta sullo sfondo. La cresta sud è la linea della prima salita, compiuta il 18 luglio 1862 dagli alpinisti inglesi Thomas Stuart Kennedy e Woolmore Wigram con due guide, ed è ancora oggi la via normale. A differenza di Monte Rosa e Monte Bianco, qui non ci sono funivie: tutto si fa a piedi, e l’ambiente resta selvaggio e poco frequentato. La cresta sud: roccia, neve e pochissima attrezzatura fissa Anche se è la via normale, la Wandfluegrat è una salita seria: lunga, esposta e con l’attrezzatura fissa ridotta a pochi ancoraggi nei punti chiave. Si alternano creste di roccia, un tratto di cresta nevosa con cornici sul versante est, il Grand Gendarme, che si aggira sul versante ovest su bella roccia, e una serie di gendarmi minori, fino alla cresta finale affilata che porta in vetta. Si procede quasi sempre in conserva, con brevi tiri assicurati dove la roccia si fa più verticale, e la discesa per la stessa cresta, con circa cinque calate in corda doppia, chiede la stessa concentrazione della salita. Spesso viene paragonata alla Cresta dell’Hörnli del Cervino, ma è meno attrezzata e molto meno affollata. A chi è rivolta questa salita È una salita per alpinisti con esperienza di creste in alta quota, che sanno usare ramponi e piccozza, arrampicano con gli scarponi sul III grado e sono abituati a giornate molto lunghe. Non è adatta come primo 4000: la guida valuta il curriculum di ogni partecipante e può proporre una salita preparatoria, come la cresta nord del Monte Tagliaferro o la Punta Tsan, per verificare il passo su un terreno simile. Per chi ha già salito la Punta Dufour per la Cresta Rey o la Cresta del Soldato alla Piramide Vincent, la Dent Blanche è il passo naturale prima del Cervino per la Cresta del Leone. Perché la salita si fa con rapporto 1:1 Su una cresta lunga e poco attrezzata la guida si lega con un solo partecipante: la cordata è sicura e più rapida, la corda resta corta e tesa. Sulla Dent Blanche il tempo è un fattore di sicurezza, perché la discesa è lunga quanto la salita e va completata prima che stanchezza e meteo pomeridiano rendano tutto più difficile. Per lo stesso motivo la salita si organizza su richiesta, sulle date più adatte alla cordata e alle condizioni della montagna. Il consiglio della guida: più affascinante del Cervino, ma meno tecnica Per Carlo Alberto Montorsi, la guida alpina che accompagna la salita, la Dent Blanche è più affascinante del Cervino ma meno tecnica della Cresta del Leone, e una seconda notte in capanna può rendere la discesa molto più leggera. Qualcuno dice che è simile al Cervino come difficoltà, ma senza corde. Io ritengo sia molto più affascinante (la nord del Cervino è sullo sfondo per quasi tutta la salita) ma sia più semplice della Cresta del Leone al Cervino, meno tecnica e con nessuna corda faticosa da tirare. Dato che la discesa è molto lunga, è una buona idea dormire una seconda notte alla Cabane de la Dent Blanche. Questo aumenta il costo della salita, per il pernottamento personale e della guida, oltre a una giornata guida in più che aggiunge 300 euro di parcella. È più costoso, ma preserva ginocchia e fatica complessiva se si è molto stanchi o lenti a scendere. Carlo Alberto Montorsi, Guida Alpina Maestro di Alpinismo IFMGA
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