Le Noci 2024
Le Noci è il volto più contemporaneo di Castello di Grumello: un bianco nato dall’incontro tra identità territoriale e ricerca agronomica, prodotto nel cuore della Valcalepio, fascia collinare tra Bergamo e il Lago d’Iseo, dove la tenuta coltiva la vite attorno a una dimora medievale con oltre mille anni di storia. Qui, accanto ai vitigni storici e autoctoni, l’azienda ha scelto di investire anche sui PIWI, varietà resistenti pensate per una viticoltura più sostenibile. L’aneddoto che racconta meglio questo vino arriva dal progetto avviato dall’azienda sui vitigni resistenti: Castello di Grumello dichiara di portarlo avanti dal 2014, e il risultato in bottiglia è proprio Le Noci. È quindi un’etichetta che parla di futuro, ma nasce in un luogo profondamente radicato nel passato: una tenuta che ha trasformato una fortezza medievale in un presidio agricolo e vitivinicolo. Le Noci è ottenuto da 80% Bronner e 20% Johanniter, due uve PIWI selezionate per coniugare qualità e sostenibilità. I vigneti si trovano su suoli marnoso-calcarei, con esposizione sud/sud-ovest, tra 200 e 300 metri di altitudine; la densità d’impianto è di 5.000 ceppi per ettaro, con allevamento a spalliera e potatura Guyot basso. La vendemmia è manuale, in cassette, con rese contenute di circa 1,5 kg per pianta. In cantina, Le Noci viene prodotto con pressatura soffice delle uve pigiate, fermentazione a temperatura controllata in acciaio inox a 16–18 °C, fermentazione malolattica parzialmente svolta, maturazione di 9 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia di circa 3 mesi. Per l’annata 2021, il produttore segnala un andamento tardivo di 7–8 giorni rispetto alle annate precedenti, con lievi gelate primaverili in alcuni fondovalle e temporali intensi a giugno; nonostante ciò, la qualità finale è stata giudicata eccellente. Alla degustazione, Le Noci si distingue dai bianchi più convenzionali per il suo equilibrio tra freschezza, avvolgenza e impronta minerale. Il profilo è intenso e sfaccettato: le note fresche di agrume dialogano con sensazioni più calde di albicocca e miele, mentre il finale richiama la pietra focaia, lasciando una chiusura sapida, moderna e riconoscibile. È un vino che unisce piacevolezza immediata e contenuto tecnico, ideale per chi cerca un bianco lombardo fuori dagli schemi, capace di raccontare sostenibilità, territorio e precisione produttiva in un’unica bottiglia.
Specifications
- Tipo
- Bianco
- Paese
- Italia
- Regione
- Lombardia
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