LE ACQUE DI MODENA

LE ACQUE DI MODENA

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Modena è una città nata e cresciuta in un rapporto profondo con l’acqua. Stretta tra i fiumi Secchia e Panaro e attraversata per secoli da una fitta rete di canali, risorgive e vie navigabili, ha costruito intorno all’acqua una parte importante della propria storia. Il volume ripercorre questo legame attraverso documenti, cartografie, immagini e testimonianze, raccontando come le acque abbiano modellato il territorio, favorito le attività produttive e scandito la vita quotidiana. Dai canali oggi sotterranei al Naviglio, dai pozzi alle fontane pubbliche e private, emerge un patrimonio spesso nascosto ma ancora riconoscibile nella città contemporanea. Storia, arte, geologia e ambiente si intrecciano così in un racconto che restituisce l’immagine di Modena come città d’acqua, invitando a riscoprire una risorsa che appartiene alla sua memoria e, al tempo stesso, rappresenta una delle grandi sfide del futuro. Nel sottosuolo della città esistevano «falde acquifere incontaminate per cui, con l’ausilio delle trivelle che trionfano nello stemma comunale, l’acqua da bere sgorgava felicemente e abbondantemente». Gli esperti trivellatori modenesi rinvenivano l’acqua tra i sei e i dieci metri di profondità del sottosuolo, a seconda delle ubicazioni delle falde; sembra che ancora nel 1607 una «fonte viva di acqua frigidissima” scaturisse addirittura nel fondo della Ghirlandina. Girolamo Tiraboschi – cita una «enumerazione di tutte le fontane che vedevasi in Modena (…) negli Statuti della Città, compilati nel 1545 (…), ed esse sono fino al numero di trentanove»; La prima fontana pubblica che Tiraboschi richiama è quella degli Sprocchi nella Rua Grande, ora via Farini, presso la chiesa di San Giorgio, che versava un’«acqua leggerissima» derivante dalla Fonte Rasa, così detta probabilmente per il livello raso della sua acqua nel vaso di raccolta; ne resta traccia toponomastica nella via Fonteraso. Era fornita di parapetto in marmo, demolito nel 1839, con quattro frecce in ferro – in dialetto sproch – perché i cavalli abbeverandosi non l’imbrattassero con gli zoccoli.

Specifications
Marchio
Edizioni Artestampa
Formato
29,7x21
Pagine
144

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