FS E.636 – le tutto fare d’Italia
Tra il 1930 e il 1940 l’elettrificazione ferroviaria italiana conobbe un rapido sviluppo, mentre le Ferrovie dello Stato sperimentavano diverse soluzioni per soddisfare le esigenze dei servizi più impegnativi. Le E.626, E.428 ed E.326 rappresentarono le principali locomotive a corrente continua dell’epoca, ma limiti di velocità, aderenza e comportamento sul binario ne condizionarono progressivamente l’impiego. Da questa esperienza nacque l’esigenza di una nuova locomotiva, capace di coniugare potenza, robustezza e semplicità costruttiva con una velocità elevata e un ridotto carico assiale. Il progetto, avviato nel 1938 dall’ingegner D’Arbela, introdusse anche una nuova soluzione per la trasmissione del moto e adottò l’aderenza totale, rinunciando ai carrelli portanti. Da queste premesse prese forma la E.636, destinata a diventare una delle locomotive più rappresentative della trazione elettrica italiana. La sua progettazione segnò un passaggio fondamentale nell’evoluzione tecnica delle Ferrovie dello Stato, aprendo la strada a una macchina concepita per affrontare con versatilità tanto i servizi più gravosi quanto il traino dei treni viaggiatori.
Specifications
- Marchio
- Edizioni Artestampa
- Formato
- 21X29,7
- Pagine
- 344
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