Equilibrium or Disequilibrium?

Equilibrium or Disequilibrium?

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Le cose che credevo di conoscere non le riconosco più. Eppure hanno lo stesso perimetro, la stessa forma, la stessa materia, lo stesso colore, ma sono diverse, cambiate. La balena vola, la rondine nuota. Un mondo dove l’agnello ruggisce e il leone miagola sarebbe sbagliato? Uno squalo che decide di imparare l’uncinetto sarebbe uno squilibrato o solo un nuovo tassello nell’evoluzione dell’universo? Chi decide cosa è equilibrato e cosa non lo è? Può essere che un equilibrio si squilibri per tornare ad un nuovo equilibrio? In fondo sarebbe divertente vedere un elefante giocare a calcio. Per dare forma a questi concetti ho scelto una finestra. Dietro viviamo la nostra vita di sempre, oltre quella soglia il mondo continua a esistere e a trasformarsi, ordinato o disordinato che sia. L’opera nasce dall’incontro tra ordine, alterazione dell’ordine, ripetizione, deformazione e percezione. La domanda scritta al centro dell’immagine, “equilibrium or disequilibrium?”, non è soltanto un titolo ma la struttura stessa della composizione. Non ho costruito due mondi separati, uno ordinato e uno caotico. Ho preferito mescolarli. L’ordine contiene già la propria deformazione e la deformazione conserva ancora la memoria dell’ordine. Ho cercato un equilibrio che non fosse una condizione immobile, ma il risultato provvisorio di forze in continua trasformazione. Anche il colore partecipa a questa riflessione. Il nero isola gli elementi e li sospende in uno spazio indefinito. Il rosso rende immediatamente percepibile la ripetizione, mentre le variazioni compositive ne alterano continuamente il significato. Il nero richiama il mistero della domanda centrale, il rosso l’energia del cambiamento e l’ocra introduce una nota di quiete e stabilità. Non possiedo una risposta. Per questo ho scelto di lasciare la questione aperta e di consegnarla allo spettatore. Mi ha accompagnato, però, un pensiero durante tutta la realizzazione dell’opera: e se ciò che definiamo disordine fosse semplicemente l’anticamera di un mondo migliore? In fondo anche il primo uomo che ha smesso di cacciare per piantare un seme e coltivare il grano probabilmente appariva uno squilibrato agli occhi dei suoi simili. Eppure, nel suo piccolo, ha cambiato la storia dell’umanità. Informazioni sull’opera. Titolo: Equilibrium or Disequilibrium? Dimensioni: 180 × 90 cm Stampa: Hahnemühle FineArt Baryta montata su alluminio Dibond Tiratura: 10 esemplari numerati e firmati Certificato di autenticità incluso Acquisto tramite contatto diretto con l’autore. Rosti Andrea

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